Prefazione
Iniziare una dieta è sempre un momento delicato, carico di aspettative, dubbi e, spesso, anche con una buona dose di entusiasmo. Quando ricevo un paziente che si appresta a intraprendere questo percorso, colgo subito nel suo sguardo il desiderio di vedere risultati rapidi, di sentirsi meglio “subito”. È umano e comprensibile. Tuttavia, è proprio nei primi 7 giorni che si giocano le carte più importanti non solo dal punto di vista fisiologico, ma anche mentale.
Molto spesso i miei pazienti arrivano al secondo o terzo giorno di dieta e mi dicono:
“Dottoressa, mi sento gonfio, non ho perso nulla!”
Oppure:
“Sto facendo tutto giusto, ma mi sento più stanco di prima… è normale?”
E la mia risposta è sempre la stessa: sì, è normale. I primi giorni di dieta rappresentano una fase di assestamento, di adattamento profondo del corpo, ma anche delle nostre abitudini, emozioni e aspettative.
Con questo articolo voglio offrirti una guida chiara, basata sulla fisiologia ma arricchita dall’esperienza quotidiana nel mio studio. Ti accompagnerò giorno per giorno per aiutarti a comprendere cosa accade davvero nel tuo corpo e nella tua mente.
Scoprirai che, se anche il peso sulla bilancia non si muove subito, dentro di te stanno avvenendo trasformazioni fondamentali. E che ogni sintomo, ogni piccola difficoltà, è in realtà parte di un processo che, se ben compreso e gestito, porta a risultati solidi e duraturi.
Buona lettura,
Dott.ssa Emma Businaro
Tabella dei Contenuti
1. Primo impatto sul corpo: cosa cambia davvero nei primi giorni
1.1 Riduzione del glicogeno e perdita di acqua
Quando iniziamo una dieta, soprattutto se prevede una riduzione dell’apporto di carboidrati raffinati o zuccheri semplici, il corpo attinge rapidamente alle riserve di glicogeno presenti nei muscoli e nel fegato. Poiché ogni grammo di glicogeno trattiene circa 3 grammi di acqua, nei primi giorni può verificarsi un calo di peso improvviso, che però non rappresenta una vera perdita di grasso corporeo.
Spiego spesso ai miei pazienti: “Il primo chilo che perdi non è grasso, è la spugna che si svuota.”
Questo è uno dei primi equivoci che affronto in studio. Il paziente si pesa dopo tre giorni, vede un chilo in meno e si sente incoraggiato. Poi, però, la bilancia si blocca… e arriva la delusione.
Ma è fondamentale sapere che il calo iniziale è dovuto principalmente alla perdita di liquidi: il vero dimagrimento, quello che riguarda la massa grassa, arriva solo con il tempo e la costanza. Illudersi che la perdita di peso prosegua con la stessa rapidità può creare aspettative irrealistiche e, purtroppo, portare a scoraggiarsi troppo presto.
1.2 Sintomi comuni: stanchezza, mal di testa, fame e gonfiore
Durante i primi 3–5 giorni di dieta, è del tutto normale avvertire una serie di sintomi transitori legati all’adattamento del corpo. Molte persone sperimentano stanchezza, perché il corpo ha improvvisamente meno zuccheri a disposizione e deve imparare a ricavare energia da fonti alternative, come i grassi. È frequente anche il mal di testa, spesso causato da una lieve disidratazione o dal passaggio da un’alimentazione ricca di zuccheri a una più equilibrata. Alcuni avvertono una fame più intensa e una maggiore irritabilità, legate all’aumento temporaneo della grelina, l’ormone che stimola l’appetito. Paradossalmente, capita anche di sentirsi più gonfi, soprattutto a causa di piccole variazioni nel transito intestinale o di un aumento dell’idratazione, che il corpo deve ancora imparare a gestire.
1.3 “Mi sento più gonfio”: quando il corpo si difende
Tra gli effetti che sorprendono di più chi inizia una dieta c’è proprio la sensazione di gonfiore addominale. È una reazione che spesso genera confusione, soprattutto in chi si aspettava di “sgonfiarsi” sin dai primi pasti più sani.
In realtà, nei primi giorni, il corpo può reagire allo stress del cambiamento o modificare temporaneamente la motilità intestinale, dando origine a questa sensazione di pienezza. Inoltre, se l’introduzione di fibre aumenta in modo repentino, è possibile che si verifichino fermentazioni intestinali più accentuate.
Per questo motivo, nel mio approccio con i pazienti, preferisco aumentare gradualmente l’apporto di fibre, così da permettere all’organismo di adattarsi senza fastidi e rendere il passaggio alla nuova alimentazione più dolce e sostenibile.
Scoprirai che i risultati non sono sempre immediati, ma spesso arrivano proprio quando stiamo per perdere la pazienza.
2. Il peso si muove? Non sempre subito
2.1 Perché dopo una settimana potresti non vedere cambiamenti
Una delle frasi che sento più spesso in studio è:
“Dopo una settimana di dieta non ho perso nulla, sto sbagliando qualcosa?”
La risposta è quasi sempre: assolutamente no. Nei primi 7 giorni il corpo è impegnato ad adattarsi a una nuova routine alimentare, metabolica e ormonale. Questo significa che le risposte fisiologiche non sono immediate, né tantomeno lineari.
In molti casi, i primi giorni di dieta possono essere accompagnati da variazioni nel volume intestinale, nella ritenzione dei liquidi o in lievi oscillazioni del livello di infiammazione tissutale. Tutti questi cambiamenti, del tutto normali, possono temporaneamente mascherare i reali progressi che il corpo sta compiendo.
È importante ricordare che non vedere subito un calo di peso sulla bilancia non significa che la dieta non stia funzionando. Il miglioramento avviene anche sotto la superficie, nei processi interni che preparano il terreno per risultati più stabili nel tempo.
2.2 Quando si iniziano a notare davvero i risultati
Dal punto di vista clinico e pratico, i cambiamenti più visibili – che si tratti della circonferenza addominale, della silhouette o della sensazione di benessere – si manifestano dalla seconda alla quarta settimana. È questo l’intervallo in cui il corpo inizia a:
- stabilizzare il metabolismo,
- utilizzare i grassi come fonte energetica in modo più efficiente,
- ridurre l’infiammazione sistemica e quindi il gonfiore,
- normalizzare l’equilibrio ormonale.
In altre parole: la vera trasformazione avviene quando smetti di guardare ogni giorno la bilancia e inizi a fidarti del processo.
2.3 Il dimagrimento è un processo, non una corsa
L’errore più comune? Voler tutto e subito. Il nostro cervello è abituato a risposte immediate, ma la biologia ha ritmi diversi. Il dimagrimento vero e sostenibile è lento, progressivo, e spesso invisibile all’inizio.
Nel mio studio uso spesso questa metafora:
“Immagina di piantare un seme. Lo annaffi, ti prendi cura del terreno… ma nei primi giorni, non vedi nulla. Questo non significa che il seme non stia lavorando sottoterra. Così è il tuo corpo.”
Anche se non lo vedi sulla bilancia, il corpo sta costruendo le basi per un cambiamento duraturo. La chiave è la costanza, non la velocità.
Nel prossimo capitolo parleremo di fame, ormoni e adattamenti nei primi giorni di dieta: capiremo insieme perché potresti sentire più fame, e quando inizierai a sentirti più sazio.
3. Fame, glicemia e ormoni: cosa succede nei primi 7 giorni
3.1 Aumento della fame: cosa succede davvero
Una delle sensazioni che più spesso sorprende chi inizia una dieta è l’aumento della fame, soprattutto nei primi 3–5 giorni. Molti pazienti mi raccontano, quasi increduli: “Pensavo di mangiare meno e sentirmi più vuoto, invece mangio di più e mi sento comunque più leggero.”
Questa reazione, per quanto possa sembrare contraddittoria, è del tutto fisiologica. Il corpo, abituato a ricevere determinati stimoli – come pasti abbondanti o zuccheri rapidi – interpreta la riduzione calorica e la nuova regolarità alimentare come un cambiamento a cui reagire, aumentando temporaneamente il senso di fame. È un passaggio normale, che tende a stabilizzarsi nel giro di pochi giorni, man mano che l’organismo si adatta al nuovo ritmo.
Non sai come riconoscere la sensazione di fame fisica? Ti spieghiamo le differenze tra fame emotiva e fame fisica qui: “Le differenze tra fame emotiva e fame fisica“
3.2 Il ruolo della grelina e della leptina
Nel nostro organismo, due ormoni chiave regolano la fame:
- Grelina, prodotta nello stomaco, che stimola l’appetito. Quando iniziamo a mangiare meno, i suoi livelli aumentano, soprattutto nei primi giorni.
- Leptina, prodotta dal tessuto adiposo, che è responsabile della sensazione di sazietà. In una fase di dieta iniziale, i livelli di leptina si abbassano temporaneamente, amplificando la fame percepita.
In parole semplici, il corpo all’inizio cerca di “convincerci” a tornare alle vecchie abitudini.
Ma con il tempo, se la dieta è bilanciata, questi ormoni si riassestano e il senso di fame si attenua naturalmente.
3.3 Fame fisica o fame emotiva? Come distinguerle
Un aspetto che affronto spesso con i miei pazienti riguarda la differenza tra fame fisica e fame emotiva. Capita frequentemente che mi dicano: “Ho sempre fame, anche dopo aver mangiato… è normale?”
La mia risposta è quasi sempre accompagnata da una domanda:
“Quella che senti è vera fame o una risposta emotiva?”
All’inizio del percorso, infatti, può emergere una fame psicologica, spesso legata a dinamiche profonde: abitudini consolidate (come lo snack davanti alla TV), momenti di noia, stati di stress o quel senso di privazione che nasce quando ci imponiamo troppi divieti.
Un piccolo esercizio pratico per riconoscere la fame vera
Per aiutare i pazienti a distinguere i due tipi di fame, propongo spesso un esercizio semplice ma molto efficace.
Quando senti fame, chiediti: “Mangerei un piatto di verdure al vapore?”
Se la risposta è sì, è molto probabile che si tratti di fame fisica, reale. Se invece la risposta è no, allora forse il bisogno che stai cercando di soddisfare è un altro — conforto, distrazione o gratificazione — e non necessariamente nutrimento.
Se vuoi approfondire come riconoscerla davvero, ne parliamo qui: Che cos'è la fame emotiva?
3.4 Quando la fame inizia a stabilizzarsi
Generalmente, già tra il 5° e il 7° giorno, il corpo comincia ad abituarsi al nuovo ritmo alimentare. La glicemia si stabilizza, gli ormoni iniziano a riequilibrarsi, e anche la mente si allinea a una nuova idea di alimentazione.
Una paziente una volta mi ha detto:
“Dottoressa, dal sesto giorno mi sono svegliata e… non pensavo più al cibo appena aperti gli occhi. È stato liberatorio.”
Questo è uno dei segnali più belli che indicano che il corpo e la mente stanno collaborando, e che la dieta è sulla strada giusta.
Nel prossimo capitolo parleremo di un aspetto spesso sottovalutato: il cambiamento di energia, sonno e umore nei primi giorni di dieta. Perché non si dimagrisce solo con il corpo, ma anche con la mente riposata e motivata.
4. Energia, sonno, umore: come cambia il corpo
4.1 Umore ballerino? È normale
Durante i primi giorni di dieta, alcuni pazienti mi raccontano di sentirsi più nervosi, meno pazienti o emotivamente instabili. È un effetto che può sorprendere, ma è assolutamente normale e fisiologico.
Il cambiamento alimentare, soprattutto se drastico o molto diverso dalle abitudini precedenti, può influenzare i neurotrasmettitori legati al tono dell’umore, come la serotonina.
In particolare:
- la riduzione di zuccheri semplici può diminuire temporaneamente la produzione di serotonina (l’“ormone del benessere”),
- la fame iniziale può far aumentare la sensazione di irritabilità,
- l’ansia da “prestazione” alimentare può generare senso di colpa o tensione.
4.2 Sonno disturbato e stanchezza: un effetto temporaneo
Anche il sonno può risentire dei cambiamenti che avvengono nei primi 7 giorni di dieta. Alcuni miei pazienti mi raccontano di fare più fatica ad addormentarsi, di svegliarsi durante la notte o di avere sogni particolarmente vividi o agitati.
Questi disturbi, seppur fastidiosi, sono del tutto normali e possono dipendere da diversi fattori: una riduzione dell’apporto calorico rispetto alle abitudini precedenti, un’attivazione maggiore del sistema nervoso – soprattutto se si inizia a fare attività fisica – oppure una sorta di “disintossicazione” da zuccheri e cibi processati, che può generare una risposta simile a una lieve astinenza.
4.3 Il momento in cui tutto si stabilizza
Di solito, tra il quinto e il settimo giorno, comincio a notare nei miei pazienti i primi segnali positivi e inattesi. C’è chi mi racconta di aver dormito finalmente bene, chi si sveglia con la mente più lucida, chi si sente più leggero e “in ordine”, anche se il numero sulla bilancia non è cambiato. Spesso riaffiorano anche l’energia mentale e quella motivazione che nei primissimi giorni sembravano un po’ spente.
È proprio in questo momento che il corpo, dopo aver superato la fase di assestamento iniziale, inizia a funzionare su basi nuove e più stabili. Una paziente, al settimo giorno, mi disse una frase che porto spesso con me: “È come se il mio corpo avesse capito cosa voglio da lui.”
Quella sensazione di armonia, di stabilità ritrovata, è un punto di svolta prezioso. Da lì in avanti, il cambiamento non è più solo fisico, ma anche interiore e duraturo.
Inoltre, la dieta può variare anche in base a.. L’ora del giorno! Scopri qui la relazione tra dieta e ritmo circadiano: “Come l’orario dei pasti influisce sul metabolismo“
Nel prossimo capitolo parleremo di strategie pratiche per affrontare con successo i primi 7 giorni di dieta: consigli concreti da applicare subito, tratti dall’esperienza reale con i pazienti.
5. Come affrontare i primi 7 giorni: guida concreta
5.1 Non giudicare la dieta dal primo impatto
Uno degli errori più comuni che osservo nei miei pazienti è valutare l’efficacia della dieta solo sulla base dei primi giorni. Ma come abbiamo visto finora, il corpo impiega tempo per reagire, adattarsi, riequilibrarsi.
I primi 7 giorni non sono il momento per trarre conclusioni, bensì una fase di assestamento. È come se il tuo corpo stesse leggendo le nuove istruzioni e cercando di capire cosa fare. Se in questa fase ti scoraggi, rischi di interrompere un percorso che potrebbe portare a grandi risultati.
5.2 Comportamenti utili da adottare
Nel mio lavoro quotidiano con i pazienti, questi sono i consigli che funzionano davvero nei primi giorni:
Evita di pesarti ogni giorno
Concentrati su quello che fai, non solo su quello che perdi
Idratati bene ogni giorno
Dormi bene: è un alleato fondamentale
Non ridurre troppo le calorie
5.3 Errori da evitare
Tra gli scivoloni più frequenti che vedo nei primi 7 giorni ci sono:
- Saltare i pasti pensando di accelerare il dimagrimento.
- Iniziare tutto insieme: dieta, palestra, digiuni intermittenti… Meglio iniziare in modo graduale.
- Farsi prendere dall’ansia del risultato: lo stress, lo sappiamo, non aiuta né la digestione né l’equilibrio ormonale.
- Paragonarsi agli altri: ogni corpo ha un suo ritmo. La tua evoluzione è unica.
5.4 Vita da studio: i consigli che do ai miei pazienti
Spesso, in studio, i primi colloqui diventano un mix di educazione nutrizionale e supporto emotivo.
Una frase che ripeto spesso è: “Tratta la prima settimana come una fase di conoscenza reciproca tra te e il tuo corpo. Non correre. Ascolta.”
Mi capita, ad esempio, di suggerire ai pazienti di scrivere un diario alimentare, non solo per segnare cosa mangiano, ma per annotare come si sentono: umore, energia, fame, motivazione.
Questo aiuta tantissimo a creare consapevolezza e a non cadere nel pensiero tutto-o-niente.
Una mia paziente, al settimo giorno, mi ha detto: “Scrivere come mi sentivo ogni sera mi ha fatto capire che stavo già cambiando, anche senza perdere peso.”
E aveva ragione. Perché il vero cambiamento comincia da dentro.
6. Definizione dei primi giorni di dieta: cosa aspettarsi davvero
Nei primi 7 giorni di dieta, il corpo attraversa una fase di adattamento che può includere perdita di liquidi, aumento della fame, stanchezza temporanea e fluttuazioni del peso. Questi cambiamenti sono normali e non indicano che la dieta non stia funzionando.
All’inizio, si verifica spesso una rapida perdita di peso legata alla diminuzione del glicogeno muscolare e dei liquidi associati, più che alla riduzione della massa grassa. Allo stesso tempo, possono comparire sintomi transitori come mal di testa, gonfiore, irritabilità o maggiore fame, causati da squilibri ormonali temporanei (come la variazione della grelina e della leptina).
In genere, il senso di fame si stabilizza dopo 5–7 giorni, mentre energia, sonno e umore iniziano a migliorare con l’equilibrio nutrizionale. I risultati visibili sul corpo, invece, non compaiono subito, ma si fanno notare dalla seconda settimana in poi.
I primi 7 giorni servono al corpo per organizzarsi, non per dimagrire in modo evidente. Non lasciarti scoraggiare dalle sensazioni iniziali: sono il segnale che qualcosa si sta attivando.
Ora, nel prossimo capitolo, tireremo le somme con una riflessione su perché non è la partenza che determina il successo, ma la costanza con cui affronti il percorso.
7. Conclusioni
7.1 Non è la partenza che conta, ma la direzione
Se sei arrivato fino a qui, hai già compiuto il passo più importante: informarti in modo consapevole su ciò che accade al tuo corpo nei primi giorni di dieta.
Questa fase iniziale, spesso sottovalutata, è in realtà fondamentale per impostare le basi di un cambiamento duraturo.
Ricorda: non è necessario “sentirsi subito meglio” o vedere cali drastici di peso per sapere che stai andando nella direzione giusta.
I segnali più importanti, nei primi 7 giorni, sono spesso invisibili alla bilancia, ma tangibili nel tuo atteggiamento, nella qualità del sonno, nel rapporto col cibo e nel modo in cui inizi a prenderti cura di te.
Il mio consiglio? Non giudicare la dieta da una settimana, ma dalle scelte quotidiane che impari a consolidare.
I veri risultati arrivano con il tempo, la pazienza e la capacità di ascoltare il corpo, non di combatterlo.
7.2 Perché il supporto professionale fa la differenza
Intraprendere una dieta è molto più che seguire uno schema alimentare. Significa gestire emozioni, abitudini, aspettative, paure.
E in tutto questo, avere accanto un professionista che ti guida, ti ascolta e ti personalizza il percorso può fare la differenza tra mollare dopo una settimana o trasformare una scelta temporanea in uno stile di vita.
Nel mio lavoro quotidiano come biologa nutrizionista, vedo ogni giorno come una guida professionale possa restituire fiducia alle persone, aiutandole a leggere in modo corretto i segnali del corpo, senza ansia né sensi di colpa.
Se senti che hai bisogno di qualcuno che ti accompagni passo dopo passo, il mio studio è sempre aperto per iniziare insieme un percorso consapevole, sostenibile e davvero su misura per te.
Nel prossimo e ultimo paragrafo ti propongo una serie di FAQ: risposte pratiche e dirette alle domande più frequenti che ricevo in studio e che spesso emergono nei primi giorni di dieta.
8. FAQ – Domande comuni sui primi giorni di dieta
Perché nei primi giorni di dieta mi sento più gonfio invece che più sgonfio?
Non è un segnale negativo: è solo una fase transitoria che tende a risolversi entro pochi giorni.
È normale avere più fame nei primi giorni?
Quanto peso si può perdere realisticamente nella prima settimana?
Non bisogna dare troppa importanza al numero sulla bilancia: è nei mesi successivi che si costruisce il vero dimagrimento.
Quando inizio a vedere risultati concreti sul corpo?
Ognuno ha tempi diversi: il confronto va fatto solo con se stessi, non con gli altri.
Se non dimagrisco subito, significa che la dieta non funziona?
Il corpo sta riassestando metabolismo, ormoni e gestione dell’energia. Con costanza e personalizzazione, i risultati arrivano.
Cosa posso fare per restare motivato durante la prima settimana?
- Scrivi un diario alimentare ed emozionale.
- Focalizzati sui comportamenti positivi (bere, muoverti, mangiare meglio), non solo sul peso.
- Circondati di messaggi e persone che supportano il tuo percorso.
- Ricorda perché hai iniziato: la motivazione ha bisogno di radici, non di numeri.
Hai altre domande che non trovi qui? Durante i primi giorni di dieta, è normalissimo sentirsi disorientati. Parlarne con un professionista può fare davvero la differenza. Se vuoi approfondire il tuo percorso con un piano personalizzato, puoi rivolgerti a me direttamente tramite il team di Nutrizione Sana.
Bibliografia
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
Healthy diet – Fact Sheet N°394. World Health Organization, aggiornato 2023.
→ Linee guida generali sull’alimentazione equilibrata, con enfasi su adattamento metabolico, consumo di zuccheri e regolazione della fame. - Ministero della Salute – Italia
Linee guida per una sana alimentazione, CREA (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione), revisione 2018.
→ Indicazioni su comportamenti alimentari, bilancio energetico, metabolismo e adattamento fisiologico nei primi periodi di dieta. - Harvard T.H. Chan School of Public Health
The Nutrition Source – Starting a Healthy Eating Plan.
→ Approfondimento sui cambiamenti iniziali del corpo, regolazione della fame e metabolismo, evidenza sul ruolo dei carboidrati e del glicogeno. - National Institutes of Health (NIH) – National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK)
Your Digestive System & How It Works e Health Tips for Adults.
→ Informazioni dettagliate sulla digestione, regolazione ormonale (grelina, leptina), effetto del sonno e dell’idratazione sul peso e sul benessere. - British Dietetic Association (BDA)
Food Facts: Weight Loss.
→ Fonti autorevoli sui ritmi reali del dimagrimento, fluttuazioni iniziali del peso e ruolo dell’educazione alimentare. - Academy of Nutrition and Dietetics (AND)
Understanding Hunger and Fullness Cues e How the Body Uses Food for Energy.
→ Analisi scientifica del ruolo degli ormoni nella fame e nella sazietà, in particolare nella fase iniziale di un regime ipocalorico. - American Heart Association (AHA)
Healthy Eating Starts with Healthy Food Choices.
→ Suggerimenti e indicazioni sullo stile di vita sano, adattamento metabolico e importanza di comportamenti coerenti a lungo termine. - European Food Safety Authority (EFSA)
Scientific Opinions on Dietary Reference Values for the EU population.
→ Riferimenti tecnici sui fabbisogni energetici, di liquidi, fibre e macronutrienti nella popolazione generale. - Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU)
Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) – IV revisione.
→ Fondamento scientifico per l’impostazione di piani alimentari personalizzati e per l’interpretazione delle reazioni corporee iniziali in regime ipocalorico. - Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Alimentazione e Salute – FAQ e Approfondimenti tematici.
→ Approccio divulgativo e scientifico per spiegare il rapporto tra dieta, ormoni e regolazione del peso corporeo.


